L’etf Pet Care è un fondo composto da azioni di società collegate al tema della cura degli animali.
Lanciato da Rize nell’aprile 2022 investe in 30 società di cui diciannove quotate in dollari, tre in euro, tre in sterline, tre in yen e una sia in dollari canadesi che in real brasiliani. Il fondo ha un ter dello 0,45%, non offre copertura valutaria, è ad accumulazione e investe in società di varia capitalizzazione, principalmente (50% del portafoglio) in small company. Sono solo due le posizioni in “blue chip”: CVS Health e Zoetis. Le partecipazioni azionarie del fondo si dividono quasi equamente tra due macro settori: beni di consumo (53%) e medico/farmaceutico (47%). Dal momento della quotazione l’etf è in forte calo, con una performance al 30 settembre 2022 di -16,85%. Nello stesso periodo l’S&P500 ha fatto registrare il -14%.


Tra i titoli attivi nel settore dei beni di consumo troviamo una vasta gamma di prodotti e servizi: ci sono catene di negozi al dettaglio che vendono cibi, accessori e farmaci per animali (come Musti in scandinavia e la Pets at home nel Regno Unito), grandi distributori (come la Central garden & pet), produttori di cibo come la Freshpet e società tech come la Chewy, la più grossa posizione delle etf e specializzata nell’ecommerce, e la Rover, una app per il dog/cat sitting. Anche il settore assicurativo è rappresentato, con la Covetrus che occupa la seconda posizione nel fondo per dimensioni. Non mancano infine le società ibride, che realizzano solo una parte dei loro ricavi nel mercato legato agli animali, come la Clorox (CLX), attiva principalmente nel commercio di detergenti e prodotti igienici, la Tractor Supply (TSCO) che vende una vasta gamma di prodotti agricoli e la Balchem (BCPC) che distribuisce nutrienti.
Le società del settore medico/farmaceutico sono attive principalmente nella produzione di vaccini, antibiotici e farmaci (Zoetis), nella gestione di cliniche veterinarie e di cura (Petco) e nella fabbricazione di strumenti medici e di laboratorio (Idexx, Heska), o di dispositivi di protezione (Elanco). Il focus è rivolto non solo agli animali di compagnia (cani, gatti ecc.) ma anche a quella da fattoria e da allevamento (bovini, suini, pollame, cavalli ecc.).

Nel complesso si tratta di un etf piuttosto aggressivo, che mira a sovraperformare il mercato americano investendo in diverse growth company più o meno interessanti, molte delle quali quotate (significativamente) al Nasdaq. Si noti a tal proposito che le prime tre posizioni del portafoglio (Chewy, CVET e Trupanion), che complessivamente pesano più del 20%, sono tutte società con utili in perdita. In totale il 33% del paniere è costituito da titoli con EPS negativi mentre il 23% ha ricavi che non arrivano al miliardo di dollari. Per quanto riguarda la valutazione i titoli che hanno un PE scambiano mediamente a 27 volte gli utili (con una certa dispersione tra valutazioni generose e altre che risultano storicamente ancora elevate) a fronte di un mercato americano che scambia a 18 volte gli utili.

In conclusione il Rize PEt Care è un etf ben differenziato ed investito in un mercato relativamente di nicchia ma in decisa crescita. Lo strumento è esposto su diversi mercati, diverse aree geografiche e diverse valute e finora si è mosso in linea con il mercato americano. Oggi si trova però in un deciso trend ribassista e ciononostante scambia ancora a prezzi relativamente elevati, considerando il PE medio di 27 e il 50% del paniere con utili negativi. Dato anche il contesto macro attuale e le previsioni future che scontano probabilmente già una recessione è molto probabile che nel breve-medio termine l’etf possa scendere ancora, e non poco, portando dunque in negativo il valore di qualsiasi investimento. Da rivalutare in futuro.
