A inizio marzo 2023 l’indice americano S&P 500 quota 3.948 e si trova al suo quindicesimo mese di bear market, sotto del 17% dai massimi di fine dicembre 2021.

Il minimo del bear market in corso è stato fatto segnare a Ottobre a 3.577 per un -25% circa dai massimi assoluti posti a 4.804. Negli ultimi quattro mesi l’indice sembra però aver reagito e si trova attualmente in rimbalzo di circa il 10%.
La domanda a questo punto è: si tratta solo di un rimbalzo del bear market, con nuovi minimi all’orizzonte, oppure ci troviamo di fronte all’inizio di un nuovo bull market, con il peggio che sarebbe ormai alle spalle?. Il momento non solo è decisivo ma è anche difficile, perché ci sono considerazioni tecniche, fondamentali e macroeconomiche a favore tanto dei rialzisti quanto dei ribassisti. L’incertezza poi non riguarda solo il trimestre in corso ma tutto il 2023, che potrebbe essere l’anno della ripartenza secondo alcuni, quello della lateralità secondo altri o infine quello nuovamente a segno negativo per i più ribassisti. Basta dare un’occhiata alle previsioni degli analisti delle banche d’affari per rendersene conto.

Dunque, dove andrà l’indice?
Una possibile risposta arriva dalla teoria di Dow, uno dei più antichi approcci dell’analisi tecnica.
Secondo la teoria c’è appena stata una rottura a rialzo molto significativa, avvenuta l’1 febbraio 2023 (cerchio giallo) quando l’indice americano ha superato il precedente massimo relativo di 4.076 (punto 1) fatto registrare nell’ultima seduta di novembre.
Tale massimo si è rivelato importante non solo perché ha rappresentato una decisa reazione al bear market allora in corso, con un +14% dal minimo precedente (e minimo assoluto del bear market) a 3.577 (punto 3), ma soprattutto perché la discesa che l’ha seguito ha fatto segnare minimi crescenti, con l’indice capace di resistere a ulteriori discese e fermarsi a 3.782, sopra il minimo del punto 3.
In virtù del suo essere punto d’arrivo di un’importante reazione e punto di partenza di una correzione “benevola” il punto 1 assume una rilevanza fondamentale per la teoria e la sua rottura offre un’indicazione decisiva, rafforzata inoltre da un analogo segnale arrivato dal Nasdaq, che funge da conferma (linea arancione).

In data 1 febbraio 2023 il mercato americano si è dunque girato al rialzo, almeno secondo la teoria di Dow.
Se ciò fosse vero significa che il 2023 dovrebbe rivelarsi un anno positivo con massimi e minimi in crescita e dunque il peggio a cui dovremmo assistere nel breve termine sarebbe un retest del minimo situato in area 3.800, probabilmente nella prima metà dell’anno, per poi puntare a recuperare il terreno perso lo scorso anno. Qualora invece area 3.800 venisse nuovamente e con decisione violata al ribasso allora le conclusioni a cui siamo giunti inizierebbero a vacillare e andrebbero rimesse in discussione.
