Sesa è una società italiana fondata ad Empoli nel 1974, a capo di un gruppo che costituisce l’operatore di riferimento in Italia nel settore dei servizi digitali e tecnologici per il segmento business (cloud, security software, data center ecc.). Negli anni l’azienda ha saputo crescere con forza, anche grazie a diverse operazioni di M&A, fino a raggiungere gli attuali 2,4 miliardi di euro di ricavi e una forza lavoro di 4.300 dipendenti.
Quotata nell’indice FTSE Italia Mid Cap (SES.IM) Sesa ha una capitalizzazione di mercato di circa 1,9 miliardi di euro.

Sector overview
Il gruppo opera all’interno del settore IT, la cui crescita attesa (su base mondiale) per il prossimo quinquennio è intorno al 7% medio annuo. Il mercato italiano, sui cui si concentra la quasi totalità del fatturato del gruppo, ha fatto registrare in passato tassi di crescita più contenuti e risulta oggi molto meno sviluppato rispetto a quello di altri Paesi occidentali come Germania e Francia. Ciononostante le attese del management del gruppo sono per un tasso di crescita intorno all’8% per il prossimo biennio, soprattutto grazie ai programmi del PNRR e all’accelerazione del processo di digitalizzazione delle imprese italiane.
Company overview
Sesa opera attraverso tre linee di business: Value added distribution (77% ca. del fatturato), Software and system integration (23% ca. del fatturato), e Business services (<1% del fatturato). In quasi cinquant’anni di storia il gruppo è cresciuto con costanza, passando dall’essere un distributore regionale a leader del proprio mercato nazionale. Il top management responsabile di tale crescita è tutt’ora in carica ed è composto da Paolo Castellacci, presidente e fondatore del gruppo, Alessandro Fabbroni, amministratore delegato (in Sesa dal 2008) e Giovanni Moriani, CEO di Vargroup dal 1978. Il top management detiene complessivamente circa l’80% di ITH S.p.A capital, maggior azionista di Sesa con una quota pari al 52,8%. Da segnalare anche l’importante presenza nel gruppo di T.I.P, partner dal 2019 e detentore di uno stake di circa il 20%.

Analisi
Nell’ultimo decennio la società ha ottenuto risultati eccellenti, con tassi di crescita in doppia cifra tanto per il fatturato (passato da 800 mln circa nel 2013 agli attuali 2,4 miliardi) quanto per gli utili, più che triplicati nel periodo analizzato. Tale crescita è stata guidata negli anni da due driver principali: acquisizioni mirate (oltre 50 nel solo periodo 2015-2022) ed attraverso investimenti in capitale umano, volti ad arricchire il know-how tecnologico del gruppo e di espanderne la rete sul territorio.

Il ritorno sul capitale investito ottenuto mediamente negli anni è risultato costantemente superiore 15% ed è stato ottenuto attraverso una gestione finanziaria accorta, tutt’ora ampiamente sotto controllo con 1,2 miliardi di passività totali a fronte di un pari valore nelle sole attività correnti.
Dal punto di vista fondamentale la maggiore criticità è rappresentata dai margini relativamente stretti, sebbene in costante miglioramento: 18% ca. il margine operativo lordo, 4,5%-5% quello operativo.
Complessivamente si tratta di un’azienda a forte crescita, un vero e proprio “compounder”, con una situazione finanziaria solida, una costante generazioni di utili ma con marginalità fragile.
Gli ottimi risultati aziendali sono stati accompagni da una performance eccellente in borsa. Il titolo ha più che decuplicato il suo prezzo nell’ultimo decennio, passando da circa 10€ ad azione agli attuali 120€, toccando un massimo di 192€. Il tasso di crescita media annua del titolo è stato uno straordinario 28%.
Attualmente però il titolo si trova in calo dai massimi di circa il 33% e scambia a 19 volte gli utili. Tale calo sembra spiegarsi più con il contesto macro che sconta una certa probabilità di recessione che non per i risultati del gruppo che sono stati positivi anche nei trimestri recenti.

Tesi di investimento e valutazione
Il management del gruppo si aspetta una continuazione della crescita in atto anche per il biennio a venire, con un target di fatturato di 2,8 miliardi per 2023 (+15% Y/Y) in un contesto di generale espansione per il settore IT.
In uno scenario simile il titolo appare oggi leggermente sottovalutato, con un valore intrinseco in area 150€ e un ritorno atteso nel lungo termine di poco superiore al 10%.
A fare da contraltare a questo scenario esiste però l’ipotesi di un rallentamento della crescita del gruppo (per il mancato effetto del PNRR, per la stagnazione del mercato, per l’ingresso di nuovi competitor ecc.), oggi parzialmente prezzato dal mercato, che porterebbe con sé un’inevitabile contrazione dei multipli, oggi piuttosto elevati specie in relazione al mercato italiano.
Proprio una possibile contrazione dei multipli appare oggi il rischio principale legato a Sesa: la reazione del mercato qualora si presentassero cali strutturali dei tassi di crescita (elevati da tanto tempo e non sostenibili in eterno) porterebbe il titola a scambiare certamente a meno delle circa 20 volte gli utili a cui scambia oggi, creando forte incertezza almeno nel breve periodo.
