Analisi indice S&P 500 – Continua il bear market

Venerdì 9 settembre 2022 l’indice S&P 500 ha chiuso a 4067,36 punti, portando all’11% il rimbalzo dal minimo di 3666 punti fatto registrare a metà giugno.
Attualmente l’indice registra utili per azione di circa 225$ e un P/E di 18.

Nello stimare il rendimento implicito offerto dall’indice si è dato un certo peso allo scenario recessivo che potrebbe innescarsi in seguito al rialzo dei tassi cominciato nella seconda metà del 2020 e tutt’ora in corso.
Considerando il rendimento dei treasury al 3,5% e un premio per il rischio del 4,5% l’indice, ai prezzi attuali, appare sopravvalutato, anche ipotizzando scenari futuri di buona crescita.
L’equilibrio sembra trovarsi in area 3.200-3.000, dove il rendimento dell’indice a quel punto troverebbe giustificazione in relazione ai tassi, all’inflazione e alle tensioni geopolitiche oggi presenti. Tale ipotesi comporterebbe un calo dai massimi di circa il 35%.

Nello scenario peggiore (recessione) la combinazione tra calo degli utili + contrazione dei multipli suggerirebbe un target intorno ai 2.000 punti di indice, per un calo dai massimi di quasi il 60%.
E’ importante considerare questo scenario in quanto possibilità reale e più volte ventilata dalle autorità ma occorre anche non darle un peso eccessivo dal momento che sia l’intensità del fenomeno recessivo che la velocità del suo sviluppo sono difficilmente ipotizzabili.

Solo uno scenario pienamente bullish potrebbe giustificare i prezzi attuali: veloce rientro del fenomeno inflattivo, risoluzione del conflitto ucraino e dei problemi legati alle forniture energetiche e conseguente fine delle politiche monetarie restrittive giustificherebbero un S&P a 4.000 punti. Tutte le altre possibilità suggeriscono invece cautela.

Anche da un punto di vista tecnico l’indice appare tirato e vicino ad un’ipercomprato di breve-medio termine. Il forte recupero cominciato a metà giugno sembra infatti essere arrivato, con possibili ulteriori spinte non oltre area 4.300. Un deciso sfondamento dei tale area metterebbe infatti in seria discussione la natura del trend orso ora in atto, ipotesi che appare oggi come detto poco probabile.

Quando il trend down dominante riprenderà forza il primo target naturale sarà area 3.800-3.600, con l’indice pronto poi ad attaccare il “minimo Covid” in area 3.200, livello di interesse sia tecnico che fondamentale del mercato americano.
E’ importante infine ricordare che a 3.200 saremmo di fronte ad un bear market del -35% circa, nulla di straordinario rispetto ad altri mercati orso del passato e dunque con ampi spazi di peggioramento nei mesi a venire.