S&P 500: analisi febbraio 2024

Venerdì 16 febbraio 2024 l’indice S&P 500 ha chiuso a 5.005, pochi punti sotto il massimo storico fatto segnare il giorno precedente a 5.029. L’attuale trend rialzista è in essere (nel breve termine) da fine ottobre e in questi tre mesi e mezzo l’indice ha fatto segnare una performance del +21,57%. Nell’ultimo anno la performance è di poco superiore, +25,22%.

Analizziamo ora l’indice sulla base dei fondamentali per cercare di capire quanto possa essere conveniente a questi prezzi un investimento sulle 500 aziende che lo compongono.
I dati più recenti indicano utili per azione (EPS) negli ultimi 4 trimestri (ttm) pari a $220, con il mercato che dunque attualmente scambia ad un P/E di 22,75, superiore alla media storica e di per sé primo segnale di possibili prezzi elevati. Per quanto riguarda i tassi di interesse, il rendimento del decennale americano è pari al 4,24%, in calo dal massimo (di 16 anni!) di ottobre a 4,98%.

Partendo da questi dati è stato valutato uno scenario in cui gli utili cresceranno dell’8% nei prossimi 12 mesi e di circa il 6,5/7% per i prossimi anni, in linea con la media storica, mentre i tassi di interesse sono visti in progressivo calo fino al 3,5% nei prossimi 5 anni e sono poi ipotizzati al 2,5% per il lungo termine.
Tali numeri rispecchiano un visione leggermente più cauta dell’attuale consensus degli analisti di mercato, che vede gli utili crescere più velocemente (circa 10% medio annuo per il prossimo triennio) e i tassi arrivare al 3,5% già nel 2025.

Sulla base delle precedenti ipotesi il mercato paga oggi un premio per il rischio azionario (ERP) implicito del 4,07%, che sommato al 4,24% del rendimento privo di rischio equivale ad una redditività ipotizzata del 8,31% nel breve termine e del 6,57% nel lungo termine.

Storicamente un premio per il rischio del 4% rappresenta un valore non tra i più alti ma non è neppure così basso da far gridare alla “bolla”; esso riflette un mercato caro e decisamente ottimista, dunque per definizione non uno dei migliori punti di ingresso. Su questa base l’indicazione è pertanto di hold per un ipotetico operatore investito già da tempo e di attesa per tutti gli altri. Sebbene il premio per il rischio sia basso non lo è cosi tanto da poter giustificare, sulla base dei fondamentali, un’eventuale ingresso short, vista anche la forza del prezzo e il generale ottimismo attualmente presente sui mercati. Tutto ciò si riflette anche nell’attuale P/E, storicamente elevato e visto in contrazione nel prossimo futuro.