S&P 500: analisi ottobre 2023

In data 19 ottobre 20232 l’indice S&P 500 ha chiuso a quota 4.314.
Attualmente l’indice si trova in una fase di calo cominciata ad agosto e configurabile come una reazione secondaria del trend principale rialzista cominciato proprio un anno fa, il 12 ottobre 2022. La reazione in corso ha fatto scendere l’indice del 5,98% dai massimi relativi di fine luglio mentre la performance da inizio anno è pari +12,83%.
Per quanto riguarda gli utili operativi essi sono pari a $218 (ultimi 4 trimestri) e pertanto l’indice ha un multiplo PE corrente di 19,78. Contestualmente il rendimento del titolo di stato decennale americano T-Bond ha continuato la sua ascesa e si trova oggi al 4,83%.

Sulla base di questi dati di partenza procediamo all’analisi dell’indice, applicando i valori dei dividendi e dei buyback al Dividend Discount Model. Attualmente, dei $218 di utili per azione realizzati dall’indice $72 sono pagati in dividendi e $101 in buyback, offrendo dunque un payout corrente pari all’80%.
Le ipotesi principali di valutazione prevedono:

  • utili per azione in crescita nel breve-medio termine del 7%, in linea con i valori di crescita storica, e del 2,5% nel lungo termine;
  • rendimento del T-Bond sul lungo termine pari al 2,50%, in linea con le aspettative del mercato;
  • Cost of equity terminale del 7,5%, dato il rendimento atteso del bond al 2,5% e un premio per il rischio pari al 5%;
  • un payout terminale dell’87%, in crescita rispetto ai valori attuali principalmente in virtù di un più alto ROE atteso per il mercato nel futuro.

Date queste ipotesi l’indice appare oggi in equilibrio quasi perfetto, con un valore intrinseco pari a 4.277, trascurabilmente inferiore al livello attuale. L’indicazione è pertanto Hold, con eventuale possibilità di buy per coloro che ritenessero soddisfacente l’attuale rendimento implicito (IRR) pari al 9,83% sul lungo termine.

L’analisi tecnica dell’indice conferma l’attuale situazione di equilibrio, con i prezzi che mostrano chiaramente l’importanza del minimo realizzato il 3 ottobre e posto a 4.229. Esso si trova sulla medesima trend line che congiunge i precedenti minimi ascendenti che si continuano a formare da oltre un anno e inoltre poggia sulla media mobile a 200 periodi. Questo minimo si configura dunque come minimo di grande rilevanza tecnica che qualora venisse rotto al ribasso con decisione fornirebbe un inequivocabile segnale di uscita/vendita alla scoperto.
L’ipotesi principale d’analisi inquadra però il movimento attuale come una reazione in un trend primario rialzista, pertanto questo importante minimo dovrebbe lavorare da supporto per il successivo rimbalzo. Qualora ciò avvenisse il primo target naturale del movimento si porrebbe a quota 4.515.