Venerdì 23 settembre 2022 lo Standard&Poor’s 500 ha chiuso a 3.693 punti, poco sopra il minimo annuale (e minimo assoluto del bear market in corso) posto a 3.666. Siamo così giunti alla 38esima settimana di un bear market che sembra avere ancora molto da dire. A -23% dei massimi l’indice scambia a circa 16/17 volte gli utili, probabilmente troppo se si considera che i treasury rendono oggi il 3,70%. La situazione di forte debolezza è confermata da tutti i principali indici, con il Nasdaq in calo del 32% dei massimi, il Dax del 25% e la Cina del 17%.

La nostra stima è per un valore intrinseco dell’indice S&P 500 che nel migliore dei casi si colloca in area 3.200, che diventa subito area 3.000 se ipotizziamo una più che probabile prosecuzione del rialzo dei tassi. A questi livelli peraltro l’indice non farebbe altro che offrire un ritorno pari all’inflazione corrente (circa 9%), dunque un poco allettante ritorno reale pari allo 0%. L’estremo opposto è rappresentato da area 2.000, che in quanto livello da worst case scenario potrebbe rappresentare un ragionevole pavimento per questo mercato orso. La partita si gioca dunque tra questi due livelli: giustificare in modo oggettivo l’acquisto dell’indice a prezzi maggiori sembra difficile.

A muovere il mercato nelle prossime settimane sarà in primis l’inflazione, o meglio la differenza tra le attese e i dati registrati: ulteriori incrementi affonderebbero infatti ancora di più le quotazioni, specialmente per il Nasdaq. Poi c’è il sentiment degli operatori: oggi l’unica notizia che potrebbe dare linfa ai compratori sarebbe un eventuale (e assai improbabile) allontanamento della Cina dalla Russia. Fuori da questa ipotesi ogni nuova è una possibile cattiva nuova: utilizzo di armi atomiche in Ucraina, tensioni tra il blocco occidentale e quello asiatico, nuove sanzioni accompagnate da complicazioni nella supplay chain ecc.
Dal punto di vista tecnico il momentum è ampiamente negativo, con l’indice reduce da un poco frequente pattern di 4 chiusure negative consecutive. L’area 3750-3650 rappresenta un possibile supporto di breve e viste le forti discese degli ultimi giorni non è da escludere un breve rimbalzo (tecnico, appunto) di qualche centinaio di punti nella prima metà della settimana, con possibile target a 3.850. Si tratterebbe però solo dell’ennesima occasione di vendita, così come sono stati tutti i rimbalzi di questo 2022.
Un vero e proprio cambio di trend si avrebbe solo alla rottura di area 4.300, distante oggi più del 15%.

